giovedì 22 novembre 2012

Pablito, porcellino d'india sfuggito a maltrattamenti

Oggi tocca a me, per la prima volta, creare un post su me stessa.
No, non per presentare me, ma per presentare una piccola palletta a tutto pelo che da poco è entrata a far parte della nostra famiglia: Pablito!
Pablito è un porcellino d'india di 6 mesi, sfuggito a maltrattamenti da chi lo teneva anche due giorni al buio totale, tanto da strapparsi il pelo ai lati del collo.
Bè, quasi per un caso del destino (una combinazione di "andiamo a chiedere in adozione un porcellino tramite AAE", "il porcellino c'è, ma è in stallo in Lombardia, andremo  a prenderlo", "il porcellino che era in stallo in Lombardia è finito a Brescia per un disguido" e infine "Ne abbiamo uno di 6 mesi appena arrivato, sfuggito a maltrattamenti"), ed ecco che Pablito è approdato a casa nostra.
890 grammi di morbido amore.
Di una dolcezza, un'intelligenza, una vivacità e una curiosità come pochi.
Lo volete vedere? Eccolo! In un video girato appena è stato liberato per la prima volta nella sua nuova casa!








martedì 13 novembre 2012

Il circo è un divertimento moralmente accettabile? (Mail a un Sindaco)



Propongo qui una mail che ho inviato al Sindaco di Mirano contro l'arrivo del Circo di Praga.
Non voglio sia solo una mail inviata a un Sindaco, ma uno spunto di riflessione per tutti.
Buona lettura.


"Gentile Sindaco,
i cittadini (in quanto uomini e donne civili), le ricordano che il Circo di Praga (con animali  torturati per fare quattro piroette, per stare in
equilibrio su una palla e saltare con un gonnellino e un cappellino),  non è il benvenuto.
Aggiungiamoci anche che in questi giorni di brutto tempo sono stati lasciati
tutti fuori alle intemperie, al freddo. Secondo lei è moralmente accettabile in una società civile del 2012?
Circhi come questo non sono più ben visti, e neanche i comuni che permettono la loro permanenza.
Ad oggi le battaglie contro i circhi con animali sono infinite, e tanti sono però i Sindaci che ascoltando i cittadini, hanno accettato che nella loro città entrassero SOLO circhi senza animali.
C'è chi ogni giorno lavora sodo per i diritti animali. Per lei contano solo i soldi? Mi auguro di no, e la invito a pensarci la prossima volta, magari pensando anche al suo gatto/cane di casa (se ne ha), costretto per fare quattro piroette e divertire Lei e la sua famiglia ad essere sottoposto a scariche elettriche, frustate, botte e corde per legargli le zampe e costringerlo in posizioni disumane.
Nel 2012, caro Sindaco, i bambini possono divertirsi con ben altro, essendo persone estremamente intelligenti.
Non sottovalutiamoli, regaliamo loro SANO divertimento, non divertimento malato ornato di lustrini e falsi sorrisi.
Il 'divertimento' basato sull'umiliazione di esseri viventi non farebbe ridere neanche Lei.
Un'ultima domanda: secondo Lei davvero un elefante/una giraffa/una zebra abituati in ambienti MOLTO diversi, stanno bene viaggiando su e giù in gabbie non adatte e a fare spettacolini ogni sera?
Davvero non ci vede nessuna umiliazione? Nessun dolore?
Con questo la lascio.

Un caro saluto,

Giulia Pellegrin"

                                       
                                   - Giulia Pellegrin -









venerdì 9 novembre 2012

EVENTO: scateniamo il divertimento! Per un circo senza animali

LINK EVENTO: https://www.facebook.com/events/162860070520275
Non tutti sanno che il 1° Dicembre, a Roma, il Papa riceverà in udienza i rappresentanti dell'Ente Nazionale Circhi, persone che lucrano sugli animali tenendoli lontano dal loro habitat e costringendoli a fare esercizi contrari alla propria etologia (legati alle zampe da corde strettissime, continuamente sottoposti a scosse elettriche, picchiati, e molte altre crudeltà non facilmente immaginabili).
In quest'occasione Animal Amnesty (exOccupy Green Hill) e il Coordinamento Antispecista tornano assieme nelle strade di Roma, dopo aver organizzato il 16 Giugno scorso la più grande manifestazione per gli animali della storia di questo paese.
Lo scopo è portare avanti il messaggio che un circo SENZA ANIMALI è un circo di vero divertimento, dove le vere capacità umane di acrobati e giocoglieri possono intrattenere un pubblico di grandi e piccoli senza un secondo di respiro.
Ci sono migliaia di acrobati e circensi che amano la propria Arte e la praticano con gioia e passione, senza far soffrire gli animali. Un’arte che nasce con uno spirito positivo e che appartiene ad una cultura che rifiuta la violenza e le ingiustizie come forma d'intrattenimento, abbiamo come esempio lampante il “Cirque du Soleil” che non usa animali ma solo spettacolari acrobati e giocoglieri, ricordiamo anche che è uno dei più famosi al mondo.
E' questa l'occasione giusta per far conoscere a tutti che esiste un'alternativa sana alla sofferenza animale. Sono benvenuti soprattutto i bambini, che imparando queste cose fin da piccoli, sapranno poi nell'età adulta, fare le scelte migliori.

Se volete organizzare pullman o desiderate aderire con la vostra compagnia di artisti di strada o circo contemporaneo contattateci a info@animalamnesty.it o a info@coordinamento-antispecista.it

QUI DI SEGUITO LE CITTA' CHE STANNO ORGANIZZANDO I PULLMAN:


BARI: https://www.facebook.com/events/156032737873503/

BRESCIA (VERONA)
https://www.facebook.com/events/438646759527479

BOLOGNA: https://www.facebook.com/events/429510377113238/?fref=ts

FIRENZE & AREZZO: https://www.facebook.com/events/127909790692056/

LIVORNO-PISA-VIAREGGIO
https://www.facebook.com/events/416483145073000/

MILANO (PARMA)
https://www.facebook.com/events/438646759527479/

NAPOLI: https://www.facebook.com/events/452678091449143/

TORINO & IVREA: https://www.facebook.com/events/283509415100512/

 
 Un circo senza animali? SI PUO'!

                                                   
                                                     - Giulia Pellegrin -
 






giovedì 25 ottobre 2012

Chiodo, la vita ritrovata grazie al carrellino

Non starò qui a raccontarvi tutto ciò che un carrellino per animali disabili può fare, metterò qui la storia di Chiodo, un cagnolino come tanti altri che per colpa di un'ernia al disco, ha perso momentaneamente l'uso delle zampine posteriori.
Chiodo amava immensamente le passeggiate, grazie al carrellino può di nuovo scorrazzare dove vuole in piena libertà e autonomia.
Ricordo ancora una volta che l'associazione Carrellini Disabili permette a TUTTI in TUTTA ITALIA di avere carrellini per animali disabili al solo costo del materiale usato e della spedizione.
Una luce di speranza per tutte quelle persone che pensano di dover sopprimere il proprio animale in seguito alla perdita dell'uso delle zampe, che credono che nel proprio paese non si possa avere la possibilità di reperire un carrellino, o ancora, per chi crede che i carrellini siano troppo costosi.

Che aggiungere? Vi lascio alla storia di Chiodo!

                    
                                                                           - Giulia Pellegrin -






venerdì 19 ottobre 2012

Riepilogo importante [manifestazione contro Harlan]

Dunque, ci siamo.
Domani ci sarà la manifestazione che partirà da Lesmo, contro Harlan, industria del dolore e della sofferenza.
Ricordo ancora una volta a tutti i manifestanti di urlare, usare fischietti, esporre cartelli di ogni sorta, piangere, manifestare, saltare, ripetere slogan, fare qualsiasi cosa.
Ma di NON RISPONDERE A NESSUN TIPO DI PROVOCAZIONE CI SARA' LANCIATA.
L'accoglienza che riceveremo forse non sarà delle migliori, quindi chiedo davvero di prestare attenzione nel non rispondere a nessun tipo di offesa.
L'intento di chi lavora ad Harlan, è di farci puntare il dito contro come "gli animalisti che creano casini", e noi non lo vogliamo, perchè NOI NON SIAMO COSI'.
L'altro intento è di sicuro quello di creare caos per non permetterci più di manifestare liberamente.
Ricordiamo che noi siamo nonviolenti, che amiamo gli animali e rispettiamo la vita.
Quindi viviamola al meglio, gridiamo al massimo la nostra indignazione, ma NON rispondiamo ai tentativi di chi sta facendo i miliardi sulla pelle di chi soffre.

Rispondere a determinate cose, significa alimentare ancora chi sta già facendo del male.
Non è questo il nostro intento.

Tutti pronti?
:)


                                         - Giulia Pellegrin -









martedì 16 ottobre 2012

Caccia e Macelli, la differenza è solo nelle coscienze

Vi propongo qui di seguito un articolo scritto da Mattia Da Re, un appello alla riflessione per tutti noi. Buona lettura.

Nelle ultime settimane in Veneto molto s’è parlato di caccia
, prima grazie all’iniziativa di un gruppo di agricoltori vicentini a tutela della proprietà privata invasa dai cacciatori, poi grazie alla sentenza del TAR che in un primo momento ha ripristinato il rispetto della legalità europea bocciando il calendario venatorio regionale, per poi ritirare la sospensiva, a seguito di un aggiustamento del calendario da parte della regione, fino al 30 ottobre – giorno del pronunciamento definitivo.

L’impressione che si ha ascoltando le persone per strada e leggendo i commenti in rete è che l’opinione pubblica sia largamente schierata contro la caccia, tanto che le uniche voci fuori dal coro sembrano essere quelle dei cacciatori, per il resto la condanna è unanime. La caccia viene solitamente descritta come un’attività violenta – e spesso pericolosa anche per gli umani: dal 1° settembre, tra cacciatori e persone coinvolte casualmente, sono già 9 i morti e 28 i feriti – che esalta l’uccisione di esseri viventi e i cacciatori vengono spesso etichetti come sadici che godono nel procurare la morte di animali indifesi.
Una riflessione è tuttavia necessaria se si considera che tra i detrattori della caccia ci sono – e sono molte – persone che si nutrono abitualmente di carne: è vero, i cacciatori imbracciano il fucile e uccidono senza pietà la preda, ma è forse meno crudele della caccia far nascere e crescere – in una parola “produrre” come se fossero oggetti – vitelli in quei lager che sono a tutti gli effetti gli allevamenti intensivi, per poi mandarli a morire al macello? È forse compassionevole il contadino che nel suo agriturismo accudisce per tanto tempo i maiali e poi alla fine, consacrando quello che è un giorno di festa per la cultura rurale, li sventra in un tripudio di sangue e orrore? Insomma, se cacciatori, piccoli macellai rurali e macellatori “industriali”, essendo tutti a contatto con la morte possono essere messi sullo stesso piano, una disparità c’è sicuramente tra consumatori di animali uccisi, macellati e venduti da altri e chi, come il cacciatore, uccide e mangia la sua preda.
Pochi umani carnivori riuscirebbero a guardare in faccia la morte, ad ascoltare le urla strazianti degli animali morenti e poi banchettare con bistecche e salsicce. Solitamente la carne che si consuma non deve assomigliare nemmeno lontanamente all’animale da cui proviene, spesso viene acquistata a fette o confezionata e magari sull’involucro sono disegnati rassicuranti e sorridenti animali in stile cartoon.
Il consumatore tende insomma a rimuovere dalla sua mente la cruda realtà della morte che si nasconde dietro al cibo che abitualmente divora
– la ferma condanna della caccia rientra in questo meccanismo inconscio, chi acquista la carne bella e pronta prende le distanze dal cacciatore, “mostro insensibile che uccide l’animale”. Non ci sono dubbi sul fatto che gli animali non umani soffrano proprio come noi e proprio per questo il dolore e la morte necessari a mantenere l’inutile se non dannosa dannosa – è provato che mangiare animali non è necessario per vivere in salute e che il consumo di carne non è ecologicamente sostenibile – abitudine alimentare vengono rimossi. Nonostante l’empatia tra bimbi e animali non umani sia fortissima, il vizio alimentare si trasmette di generazione in generazione: probabilmente i bambini non mangerebbero animali se non fossero indotti a farlo tramite un processo di normalizzazione del comportamento alimentare che passa anche attraverso l’occultamento della violenza che si nasconde dietro ad ogni pasto a base di carne. Non è un caso se i bambini vengono portati a “vedere le caprette” ma non vengono mai portati a visitare un macello, diverso è invece per i prodotti di origine vegetale: l’uscita didattica prima tra vigneti e oliveti e poi in cantine e frantoi è praticamente una tappa obbligata di ogni percorso formativo.

La rimozione è un meccanismo inconscio, ma chiunque abbia almeno una volta sorriso guardando un animale non può non assumersi la responsabilità di fermarsi a riflettere almeno un minuto su quanto sia ipocrita fare finta di non sapere che tutta la carne che arriva sulle tavole – e non solo quella dei “crudeli cacciatori” – non è certo cresciuta sugli alberi e non può che essere frutto di morte.

                    -Mattia Da Re, Tesoriere Radicali Verona-



"La mia seconda possibilità"

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